LA RISTORAZIONE NELL’ERA DEI SOCIAL

Quante volta vi sarà capitato di sentir dire: “Che bello quando si sceglieva il ristorante dall’insegna, o perché un amico ce ne aveva parlato bene…”. Gli over 40 spesso sottolineano alcuni cambiamenti dovuti a internet e smartphone con commenti di questo tipo. Ovviamente a queste sensazioni partecipa il caro vecchio calore che ognuno di noi preserva per i ricordi del tempo passato.

Se analizzato in modo più distaccato però il “nuovo mondo” dove in tempo reale conosciamo gli esercizi che sono nella zona dove ci troviamo e, con un click, riusciamo a leggere tutto quello che le persone che hanno visitato quel ristorante, pensano di come si mangia, quanto sia bello e quanto siano disponibili e gentili i gestori, è di fatto, almeno nei numeri, una conquista per la nostra capacità di scelta.

A questo possiamo aggiungere la possibilità di dire la nostra! Che soddisfazione poter condividere che sono stato benissimo in quello specifico posto, oppure far sapere al mondo quanto sono antipatici i proprietari di quel ristorante a Roma o quanto sia poco gradevole il cibo a Milano, ad esempio.

Dal punto di vista del fruitore possiamo dire quindi che ci sono quasi solamente lati positivi nell’avvento delle nuove tecnologie. Anche perché di fatto nessuno ci impedisce di non usarle e di ripiombare direttamente negli anni ’90, semplicemente non indagando su internet, non dando ascolto ai social e non smanettando sullo smartphone mentre ci appropinquiamo nella zona dove vogliamo mangiare.

Ma per un esercente tutto questo rappresenta un’opportunità o una minaccia?

Intanto partiamo con il dire che rappresenta un dato di fatto con il quale il proprietario di un ristorante deve fare per forza i conti. Tutte le statistiche ci indicano infatti che sempre più persone usano gli smartphone e sempre più persone scelgono su internet i posti dove mangiare o divertirsi, e questo fenomeno è in costante aumento.

Appurato che il mondo del social rappresenta un dato di fatto, la cosa più conveniente risulterà non farsi “fregare” e cercare di gestire nel modo migliore l’universo del feedback. E già perché tutto questo mondo fatto di internet, smartphone, Tripadvisor, Google Business, ha un denominatore comune che è il feedback. L’utente di un qualsiasi locale può, in tempo reale, commentare, criticare, lodare, talvolta fotografare il luogo dove sta passano la sua serata e, di fatto, dare un feedback a chi lo gestisce, condiviso da tutto il mondo internet.

Un tempo il fededback era rappresentato solo dalla lamentela o dai complimenti rivolti al cuoco. Poi quando si era fuori dal locale si diceva qualsiasi cosa a chi si conosceva, ma il tutto all’oscuro dell’esercente.

Oggi tutto è consdiviso. Di conseguenza le regole ci sembrano due. Da una parte è inutile arginare un fiume mettendosi di fronte con le braccia larghe. Il fiume non si arresterà. La seconda è aprirsi e interagire con tutti gli strumenti che si hanno a disposizione.

Analizzando meglio l’universo web che in Italia riguarda la ristorazione sicuramente lo strapotere nella ricerca locale, soprattutto per un ristorante a Roma o in qualunque altra città, per ora, è nelle mani di TripAdvisor.

Un’altra interfaccia importante sta diventando Google business. Quando un esercente è presente su GB automaticamente si visualizza un profilo sulla barra di destra del motore di ricerca. Questo tipo di profilo ha una sezione dove gli utenti possono mettere un feedback, senza passare per TripAdvisor o altri siti di servizi simili. Visto l’affermarsi di Google in (quasi) tutti i campi dove si cimenta, potremmo anche prevedere che il collegamento con il motore di ricerca e con le mappe di Google potrebbero affermare questo sistema molto rapidamente.

In ultimo, ma non di minor importanza, ci sono i social. Facebook per primo, ma anche Instagram, Twitter, Pinterest (e non solo) rappresentano il regno del feedback per eccellenza.

Essere presenti in questi aggregatori diventa molto utile. Si dimostra di non temere i commenti, si possono trarre suggerimenti importantissimi per la propria attività e infine si può intraprendere uno scambio con i clienti a prescindere dalla lorto presenza nel locale, dove il gestore è spesso affannato da mille cose da fare o è rappresentato dal cameriere che non sempre equivale in tutto e per tutto al propietario.

Unica vera minaccia? Stare attentissimi a non farsi prendere dall’impeto polemico, dalla risposta piccata. Ci sarà sempre infatti la critica mal riposta, basata sul nulla da parte del solito cliente incontentabile malato di protagonismo. In quel caso ringraziare del suggerimento e non dare spazio a ulteriori dibattiti che metterebbero in luce le negatività del locale e magari anche del gestore.

Le critiche negative, quando ben argomentate, sono invece il feedback più prezioso tutti, vero oro nelle mani del proprietario di un ristorante di Roma, Milano, Torino, ecc. che riceve GRATUITAMENTE un suggerimento al quale proprio non aveva pensato.

Dunque belli i bei tempi andati, ma anche quelli presenti. Cari clienti godetevi i ristoranti e cari gestori godetevi i vostri clienti!

L’ORIGINALITA’ E’ IL NUOVO MUST DELLA CUCINA, MA SENZA ESAGERARE

Senza dubbio sono questi gli anni di maggior successo dell’arte culinaria e della sua diffusione a qualsiasi livello. Canali televisivi interamente dedicati al cibo, siti web e canali di web tv dove trovare con un click le ricette più sofisticate, chef stellati che sono ormai delle star indiscusse dei palinsesti televisivi. Anche i film hanno spesso come protagonisti il vino, la cioccolata, i cuochi, i ristoranti. E’ un vero boom. A tutto questo naturalmente ha fatto eco l’Expo di Milano concluso lo scorso ottobre con grande successo, a dispetto delle ormai inevitabili polemiche che accompagnano qualsiasi azione possa avere come protagonista il nostro Paese.

PICCOLE STRATEGIE PER CAPIRE IL POSTO DOVE MANGIAMO: COS’E’ LA “FILIERA” PER UN RISTORANTE DI SPECIALITA’ MARINARE?

Quando sentiamo parlare di filiera ci viene in mente il mondo della manifattura, dell’artigianato, dell’industria, dell’agricoltura e anche del commercio. Se invece ci fermiamo solo un attimo a riflettere anche nel mondo della ristorazione il concetto di filiera assume un significato davvero importante.
Con filiera di produzione se controlliamo il dizionario Treccani leggiamo “La sequenza delle lavorazioni, effettuate in successione, al fine di trasformare le materie prime in un prodotto finito”.
Ovviamente esiste nel mondo industriale ma anche in quello agroalimentare e dunque nella ristorazione. In quest’ultimo caso, che è quello che ci interessa nello specifico, la filiera è particolarmente semplice, ma non per questo meno importante.

Il Pesce di qualità a Roma. La qualità del prodotto

La cucina è un’attività basata sulla trasformazione. La materia prima, attraverso la sapienza dello chef, viene trasformata nel piatto che il cliente gusterà a tavola. La qualità del prodotto da trasformare è quindi di primaria importanza per la riuscita di qualsiasi proposta culinaria. Non è un caso infatti che sempre di più si pone l’accento su questo concetto. Ma cerchiamo di capire che cosa rende un prodotto “di qualità” in una attività come la nostra.

PAUSA PRANZO A MONTEVERDE?

Ma perché è così difficile fare una buona pausa pranzo a Monteverde?
Eppure è un quartiere molto bello, grande, con tantissimi abitanti (gli stessi di Viareggio tanto per capirci) e molte attività commerciali e uffici. Però, se vogliamo mangiare in modo decente e senza spendere troppo, aiuto, niente da fare.
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